Kenny Wheeler David Friedman Jasper Van’t Hof Greenhouse Fables

Ciò che mi ha sempre impressionato di più in questo disco è la qualità altissima dell’ispirazione, non c’è mai un cedimento creativo, mai una stanca pausa riflessiva… è uno dei cd che amo di più, una delle opere che non mi stanco mai di riascoltare…

Autore: Kenny Wheeler, David Friedman, Jasper Van’t Hof
Esecutori:  Kenny Wheeler (tromba e flicorno), David Friedman (vibrafono),  Jasper Van’t Hof (pianoforte)
Genere: Jazz
Anno: 1992
Etichetta: Sentemo Records

Tracklist

1. Zambon (11:48) [Jasper Van’t Hof]
2. Everybody’s Song But My Own (10:02) [Kenny Wheeler]
3. Truvib (3:16) [Kenny Wheeler, David Friedman]
4. Greenhouse Fables (6:58) [David Friedman]
5. Farm (7:32) [Jasper Van’t Hof, David Friedman]
6. Salina Street (7:13) [Kenny Wheeler]

Total time 46:52

Recorded and mixed at Farm, Italy by Maurizio Soranzo.

ci sono 2 tra gli strumenti musicali che più mi affascinano, la tromba ed il vibrafono, soprattutto nell’improvvisazione jazz e persino il flicorno , una specie di tromba utilizzata a livello bandistico, avente un suono  più morbido…

ne viene fuori una sonorità dolce e sognante, molto adatta a  rendere intimità e passione e pure un registro basso veramente splendido, caldo, ricco di armonici… alcuni compositori classici come mahler nella settima sinfonia, berlioz, messiaen, hanno usato il flicorno in modo esemplare…

wheeler trombettista canadese, friendman vibrafonista americano, van’t hof pianista olandese sono 3 grandissimi virtuosi dei loro strumenti, già compositori di opere notevoli prima di incontrarsi in questo cd, sono perfettamente a loro agio, i loro strumenti si fondono in un unico meraviglioso canto poetico (si ascoltino la traccia 2 e la 3), tranquillo e meditativo, dove le note sono quelle che bastano a trasportare l’ascoltatore in un’altra altezza, le note paiono allungarsi verso il cielo, nelle traiettorie stellari… le zone gravi del pianoforte contrastano senza sobbalzi con gli acuti della tromba e del flicorno, creando un tappeto sonoro importante e levigato…

nel primo brano un lontano e tenue accordare del pianoforte crea una base soft sul quale ricama in ostinato il vibrafono e poi s’aggiunge una tromba lontana, leggermente riverberata, che con estrema delicatezza ci introduce in questo nuovo mondo…  poi piano piano tutto accelera e aumenta di volume con le perorazioni della tromba, strumento che nelle mani di wheeler pare a volte persino parlare, grugnire, cinguettare…

il suono del vibrafono, devo dire la verità, mi fa impazzire… qui mi fa vibrare per simpatia sino nel profondo… il suo suono pieno e rotondo m’avvolge, mi commuove…

ad un certo punto il metallofono prende le redini del gioco assieme al pianoforte ed il duo prende fuoco e fiamme, si scaglia verso un finale marciante e confermativo, col piano che punteggia il crescendo con accordi pieni in fortissimo! aaah, che goduria!!!

la seconda traccia nasce come un sogno col lietofine, nel finale wheeler si scatena, ci dona un meraviglioso assolo, lirico sino alle lacrime…

la terza traccia è una mite notte stellata, una miriade di gocce di rugiada sull’erba…

il quarto brano è ghiaccio puro, il pianoforte nel registro acutissimo si scaglia leggiadro, ci punzecchia le gote infreddolite, un gioco di stalattiti e stalagmiti e lo strumento a fiato crea un finale luminoso e sognante, come un’alba serena…

il quinto incomincia col vibrafono che sposta accenti e silenzi… accenna, inciampa, poi il dialogo discreto col pianoforte, sino ad un gioco a due vibrante,  forse funky… qui il silenzio ha la stessa importanza della musica, il non detto è l’anima del pezzo…

il brano finale permette la riunione solare dei tre solisti che qui possono dare anche un poco sfoggio di capacità tecniche… badate però che in tutta l’opera non c’è mai un accenno di stucchevole autoreferenziale virtuosismo, c’è solo poesia, abilità nel dialogare con gli altri musicisti… a metà circa un momento di pianoforte indimenticabile, una cavalcata radiosa, che tocca sempre i registri acuti della tastiera, quasi a zittire l’invadenza del vibrafono… poi la tromba riappare e tutto il mondo è ai suoi piedi…

la qualità della registrazione è notevole, ogni particolare è presente, senza un eccesso radiografante… il registro acuto del piano è marmoreo e anche liquido… la tromba ed il flicorno sono delicatissimi nel passaggi in piano ed irruenti, selvaggi, nei fortissimi e nei diversi punti in cui il loro suono e deformato, plasmato direttamente dal fiato, dalla voce di wheeler… il vibrafono è grasso, ricco, avvolge, crea spesso tappeti spessi di riverberi armonici… un lavoro notevole…

che cosa aggiungere?!

accidenti! buon ascolto!

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