Ripplegroove “Under the Microscope”

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Un trio praticamente sconosciuto, un trio musicale, energico e divertente. Ripplegroove (ora Redux) fondono semplicità e talento, sfoggiando un sound organico e dinamico tra Rock, Funk e Jazz.



AutoreRipplegroove
Esecutori:

Tom Burda (electric guitar)
Joe Hanley (Hammond organ, bass synthesizer)
Jed Devine (drums)

Genere: Jazz, Funk, Rock
Anno: 2006
EtichettaRipplegroove

Album di esordio “Under the microscope” autoprodotto nel 2006 prima che la band si trasferisse a New York e cambiasse il nome in Redux. Spesso in concerto, i Ripplegroove preferiscono esibizioni live al registrato in studio.

Il sound del gruppo è la fusione di molti stili, di citazioni, di arpeggi e riff rubati al Rock in cui troviamo i Deep Purple, AC/DC, The Who, con repentini cambi ritmici e un basso funky suonato con il synth; la scelta forse sperimentale di utilizzare un synth per il basso è curiosa ed aggiunge groove ad un ensemble ridotto al minimo.

I primi due brani del disco “Binger” e “Jessie’s Bullet” cavalcano una ritmica Funky molto in voga a Detroit negli anni ’70, con la chitarra a farla da padrona in sostituzione dei più blasonati fiati, retaggio di un Funky più ricco e più commerciale. Particolare sopratutto nel primo brano il fraseggio del basso reso dal synth, a tratti veloce e arpeggiato.

“Major Tom” terzo brano di questo disco, dall’andamento più rock e veloce con brevi assoli di chitarra e di basso che giocano a fraseggiare con l’Hammond; molto bella la resa sonora di così pochi strumenti in cui la sola variante timbrica è l’uso saltuario di un riverbero sulla chitarra ad ampliare la scena acustica.

Il divertente “Magnum P.I.”, quinto brano a memoria della famosa serie televisiva rivista nel classico mix Rock/Funk  dei Ripplegroove, incentrata sul ritornello rubato ad un’altra famosa serie TV degli anni ’70.

Country classico, molto stereotipo televisivo del west americano è il sesto brano del disco “Squirrel Huntin’ “; divertente e gustosa la modularità del basso e dell’ Hammond a spalleggiare i veloci riff di chitarra mentre la batteria trasporta e trascina verso il Rock, marcando il tempo come fosse una marcia militare.

Torniamo al Funky con “Sweet Relief” settimo brano più concentrato sull’espressività dei singoli componenti del gruppo che si alternano in assoli e fraseggi sulla base ossessivamente ripetuta di basso e batteria. Il brano con più respiro, si può apprezzare bene il lavoro sia personale che di gruppo in completo feeling musicale.

Buon ascolto.

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